Il vaccino o la cura sperimentale : l’importanza di capire cosa sia un vaccino e come funziona la cura sperimentale, sono gli obiettivi che in questo periodo saranno di interesse comune.

Com’è composto un vaccino?

Gli elementi importanti sono gli adiuvanti ( sostanze in grado di stimolare il sistema immunitario), antibiotici, proteine carier (proteine trasportatrice che penetrano attraverso le membrane cellulari), conservanti (Timerosal che contiene mercurio e lo si trova nei seguenti vaccini: tetano, difterite, pertosse, antinfluenzale), stabilizzanti( sali di alluminio, fosfato di alluminio, potassio di alluminio).

Fin dai tempi degli antichi Greci, in occasione della peste degli Ateniesi, venne utilizzato un metodo per proteggersi dal vaiolo, chiamato variolazione. Serviva per immunizzare un individuo contro il vaiolo Variola virus, con materiale preso da un paziente malato non grave, con la speranza di ottenere una leggera, ma protettiva infezione.

La procedura consisteva nell’inserire liquido estratto dalle pustole, in un taglio superficiale praticato nella pelle. Il procedimento induceva una forma molto leggera e benefica della malattia, che portava alla guarigione e all’immunizzazione.

La parola latina per mucca è vacca ed il vaiolo bovino è detto vaccinia. Edward Jenner, medico naturalista britannico, nel 1798 decise di chiamare la nuova procedura Vaccinazione. Malgrado errori, molte controversie e cavilli, l’uso del vaccino si diffuse rapidamente in Inghilterra e, entro il 1800, aveva raggiunto anche la maggior parte degli altri paesi europei.
Naturalmente i vaccini non sono l’unico mezzo per contrastare le epidemie. Un esempio è l’epidemia di virus Ebola: per questa infezione non esiste ancora un vaccino testato e disponibile per l’uso su larga scala.

La presenza di mercurio nei vaccini è una delle motivazioni più forti di grande discussione fra esperti.

Il problema però non è dimostrare che il mercurio fa male, perché questo lo sappiamo già. Anche l’acqua minerale, le verdure e la frutta, in quantità minime, contengono metalli pesanti, mercurio e alluminio. Il punto è sapere quali quantità di questa sostanza è presente nei vaccini e se tali quantità siano in grado di causare problemi.

Lo sviluppo del vaccino è un processo lungo, che normalmente richiede anni e numerosi investimenti economici. I trial clinici richiedono molti test su migliaia di persone e normalmente iniziano dopo circa 2-5 anni dalle iniziali ricerche sulla risposta immunitaria, cui seguono altri due anni di prove precliniche che coinvolgono la sperimentazione animale.

Se il vaccino risulta sicuro ed efficace, deve poi rispondere a tutti i requisiti regolatori e ottenere l’approvazione. Nell’attuale emergenza, è stato proposto un periodo di tempo più ristretto compreso tra 12 e 18 mesi, con team di esperti di tutto il mondo che lavorano per aumentare la velocità per trovare un candidato efficace.

Inoltre, trattandosi di un’emergenza sanitaria che interessa tutto il mondo, la capacità di produzione dovrebbe essere garantita prima del termine degli studi clinici e ripartita globalmente per garantirne anche un’equa distribuzione. A tal proposito, l’OMS ha riunito leader mondiali e partner sanitari, compresi quelli del settore privato, in un’iniziativa mirata ad accelerare lo sviluppo e la produzione del nuovo vaccino anti Covid-19, di test e trattamenti per consentire un accesso equo in tutto il mondo.

Cura sperimentale : esistono farmaci utilizzati per trattare la malattia SARS-COVID 2?

Attualmente non esiste nessuna terapia che si sia dimostrata sicuramente efficace nella cura dell’infezione da SARS-CoV-2. Dato che si tratta di un’infezione virale e che la fase avanzata è legata anche alla risposta infiammatoria dell’organismo, le classi di farmaci attualmente utilizzate includono agenti antivirali, inibitori dell’infiammazione, farmaci antireumatici, eparina a basso peso molecolare, plasma e anticorpi terapeutici.

Noi ci affidiamo alla scienza, seguendo le indicazioni del nostro medico di base. A tale proposito cito la testimonianza resa recentemente dal Dottor Andrea Mangiagalli di Segrate (Milano):

Il consiglio di effettuare una vigile attesa andrebbe stratificato per fasce di rischio, cosa che Aifa non fa. Fare la vigile attesa per un soggetto mediamente in buona salute, giovane e senza patologie è sicuramente ragionevole. Nella fascia over 50 è importante stratificare il rischio con maggior attenzione. Se andiamo a guardare le fasce di mortalità vedremo che è dopo i 50 anni che il rischio aumenta e che c’è un aumento progressivo per ogni decade. Quindi l’età ed eventuali patologie preesistenti al Covid indicano i pazienti che non andrebbero messi in attesa. Non parlo solo di gravi patologie debilitanti ma anche di un diabete ben compensato, di una obesità addominale o di una iniziale perdita di funzionalità renale. Queste sono già condizioni ad alto rischio per il Covid.

Con la tecnica del Biomagnestimo possiamo utilizzare questa scheda riportata qui sotto,  dopo aver fatto il vaccino per aiutare eventuali effetti (anche se pur leggeri) collaterali.

Concludendo, restiamo in attesa che questa matassa possa essere sbrogliata e facciamoci consigliare dal nostro medico di base.

In caso di vaccino la tecnica del Biomagnatismo è sicuramente certa per smaltire ed eliminare eventuali tossine: per saperne di più, contattami! Sarò felice di spiegarti e poter essere utile.